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VIRNA PIEROBON    ( Articolo Pubblicato su Fassa News Estate 2008 )

PASSIONE MONTAGNA, PROFESSIONE GUIDA ALPINA.

Pensando a Barcellona, capitale della Catalunya, le uniche guglie che colpiscono l’occhio sorvolando la città, sono quelle della Sagrada Famiglia, l’incompiuta cattedrale del genio artistico di Antoni Gaudì. Per capire però quanto in realtà, questa multiforme metropoli, in continua pulsione tra passato e futuro, racchiuda in sé anche tanti appassionati di montagna, bisogna chiederlo a chi tra le ramblas affollate c’è nato e cresciuto. Perché Barcellona ha sì la sua montagna ovvero il Montjuic che sovrasta la città, ma nonostante il mare, le spiagge ed il porto tra i maggiori del Mediterraneo, cela da sempre un’affezione particolare dei suoi abitanti anche per le montagne. Quelle più vicine i Pirenei, ma più in generale le grandi cime di tutto il pianeta, comprese le Dolomiti ed il richiamo delle nostre montagne si sa, è conosciuto in tutto il mondo. Così risale all’estate del 1995 e ad una vacanza in moto con gli amici, per scalare nel cuore delle Dolomiti, anche per Manuel Alonso, di Barcellona ma dal 1996 trasferitosi in Val di Fassa, l’incontro fatale con le multiformi pareti verticali che da sempre incantano chi vi rivolga lo sguardo con umana sudditanza. In catalano, si dice:”Com a cambiat tot, no ho reconexeries” che significa “Com’è cambiato completamente, non lo riconoscerai” e questa frase ben si adatta al cambio di rotta completo che la vita di questo giovane catalano ha subito dopo essere stato folgorato dalla bellezza millenaria delle Dolomiti. Si, perché Manuel dopo quella fatidica estate di arrampicate spensierate con gli amici di sempre, ha deciso che la Val di Fassa e le montagne che la circondavano, erano il luogo dove voleva vivere lasciandosi alle spalle una “vita normale”, fatta di affetti, di un lavoro sicuro con l’Iberia, la compagnia aerea spagnola e di tutte le certezze di un ragazzo a cui non mancava nulla se non probabilmente il richiamo misterioso della grande montagna e l’ebbrezza di una vita tutta da conquistare giorno per giorno. Così è incominciato tra molte difficoltà pratiche e tantissimi imprevisti, ma mai un momento di scoraggiamento totale il percorso di avvicinamento di Manuel alla montagna. Un percorso pieno di casualità come spesso accade a chi si mette in gioco completamente che lo hanno portato ad imboccare la via più difficile ovvero quella per diventare guida alpina, quindi un professionista della montagna. Mestiere per pochi, arduo per chi pur mosso da grande passione ha incominciato ad arrampicare seriamente, solo durante il servizio militare e una volta scelta la Val di Fassa, dovendosi mantenere da solo, ha cambiato mille case, fatto altrettanti mestieri e conoscendo pochissimo la lingua e l’ambiente locale ha affrontato un percorso letteralmente tutto in salita. Ma si sa che la montagna, quella vera è senza dubbio un’allegoria della vita, più ardua la salita più dolce la vetta. Così Manuel, nel febbraio del ‘97 quasi con sfrontatezza, considerato che non aveva mai nemmeno visto quella parete, compie, in due giorni ed in prima invernale, insieme al pesarese Ivan Fuligni, che lo aveva reclutato per l’occasione, la “Gogna-Messner” temibile combinazione di vie, sulla parete sud della Marmolada. Per passaparola, si diffonde l’eco della sua abilità in montagna e qualcuno gli sussurra:” Perché non provi a diventare guida?” Queste sono le parole che danno il là a quella che diventa una vera e propria missione. Un impegno quotidiano continuo, a costo di qualunque sacrificio volto a raggiungere l’obiettivo di superare le difficilissime selezioni per l’ammissione al corso guide. Manuel, viene bocciato alla prima selezione e capisce che per affrontare quella severa prova iniziale bisogna allenarsi così tanto da raggiungere un livello di preparazione tale che gli permetta di gestirsi un certo margine una volta superato l’ostacolo selezione. Forte di questa convinzione si allena con costanza e dedizione certosina per quasi quattro anni, prima e dopo i vari impegni di lavoro, d’estate come d’inverno, all’alba come al tramonto. “Ho pensato spesso all’opportunità di riaffrontare la selezione per essere ammesso ai corsi. Giorno dopo giorno ho capito che era fondamentale impegnarsi al massimo, fare tutto il possibile per centrare l’obiettivo. L’esempio dei miei genitori, che nella vita hanno costruito tutto da soli mi ha dato forza pur nella lontananza. Poi non ho mai dimenticato la morte prematura di Juan Carlos, amico d’infanzia, morto troppo presto per un male incurabile. E’ lui, che vado sempre a trovare quando ritorno a Barcellona, là nel cimitero dov’è seppellito. La sua sofferenza, il suo sacrificio mi hanno dato motivazione, forza. Io che stavo bene dovevo provarci anche per lui. Se non la vivi, la vita è sprecata e poi ti sfugge via come un soffio”. Parole sagge. Così nel 2003, Manuel, vince la sua scommessa e passa finalmente, dopo mille sacrifici la selezione, che ammette in quella chiamata ai corsi, solo 6 aspiranti guide su 21 iscritti. Inizia così a frequentare i vari moduli che lo impegnano tantissimo, dovendosi alternare comunque tra lavoro e montagna. Anche l’impegno economico è tale che deve chiedere un fido in banca per portare a termine l’impegnativo quanto obbligatorio percorso formativo. Tre lunghi anni di corsi, in tutto l’arco alpino ma intanto modulo dopo modulo incomincia a profilarsi la meta più ambita ovvero quello di diventare guida e di poter lavorare sulle montagne d’estate come d’inverno come ha sempre sognato da quando ha scelto la Val di Fassa come campo base. “Ma questa è pur sempre una professione con tante incognite, dal rischio quotidiano che è insito all’andare in montagna all’imprevisto rappresentato dal tempo o dalla mancanza di neve che possono condizionare un’intera stagione e contro cui non si può fare nulla anzi nel mio caso devo essere pronto, come nel 2006, quando è mancata la neve d’inverno a trovare risorse alternative che mi permettessero di rimanere in Val di Fassa a vivere e a svolgere quella che ho capito essere una professione speciale. So di essere fortunato e l’ho capito passo dopo passo riguardando il percorso della mia vita. Vivo nelle Dolomiti, un luogo impervio in tutti i sensi, ma che ho scelto e dove ho raggiunto il non facile obiettivo di diventare guida alpina lasciandomi dietro una vita terribilmente scontata”. Non ti manca nulla di quella vita, di Barcellona? “Certo, la famiglia, gli amici, la città. Ormai la Val di Fassa è casa mia, ci ho trascorso già un terzo della mia vita e per questi luoghi, per questa vita ho sacrificato molto, lo sanno le persone che mi sono state vicine in questi anni anche i pochi ma veri amici che ho trovato qui”. E’ risaputo comunque quanto la montagna sia per chi la ami profondamente, un’amante intrigante che appaga ogni giorno, ammaliando con sempre nuove magie. Percorrendone i sentieri, arrampicando lungo le sue insidiose vie, frequentando i suoi rifugi arriva ancora il giorno che non vorresti finisse mai e che può comunque cambiarti ancora una volta la vita.
VIRNA PIEROBON.

Manuel Alonso, è nato a Barcellona (Spagna) nel 1969. Appassionato di montagna in tutte le sue forme, inizia a frequentare la montagna sui Pirenei ed in seguito sulle Alpi. Nel 1996 si trasferisce nelle Dolomiti della Val di Fassa, luogo dove vive tuttora. È Guida Alpina (Licenza internazionale nr.252 Collegio Guide Alpine del Trentino) attività che svolge a 360°, e Tecnico del Soccorso Alpino appartenente alla Stazione di Canazei, Soccorso Alpino Auta Fasha. Formatore nei Corsi di Lavoro su Fune, Preposto.

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